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Casa del Mantegna

INTERVENTO CONSERVATIVO SUGLI AFFRESCHI DELLA PARTE ALTA DEL CORTILE

Finalità dell’intervento

Nel maggio 2005 la Provincia decide di intervenire sugli affreschi della parte alta del cortile della Casa del Mantegna, poiché lo stato di conservazione risultava alquanto precario. Rimanevano alcuni brani, sempre meno leggibili, parti di intonaco abrase dagli agenti atmosferici, parti che evidenziavano cadute di intonaco recenti. Era doveroso e improcrastinabile intervenire, per tutelare ciò che restava dell’apparato dipinto della casa del grande Maestro, in origine interamente dipinta.

Tra molte difficoltà, non ultima quella di affermare pienamente il valore storico artistico di ciò che rimaneva, nel novembre 2005 veniva rilasciato il nullaosta ai lavori di restauro da parte della competente Soprintendenza ai Beni Achitettonici e per il Paesaggio di Brescia, Cremona, Mantova e nel febbraio 2006 iniziavano i lavori. Dapprima con un attento studio dello stato di conservazione e della tecnica di esecuzione, poi, con il lavoro vero e proprio di restauro conservativo.

Stato di conservazione

Ciò che dal basso sembrava intonaco ormai irreparabilmente degradato, da una visione ravvicinata mostrava la raffinata tecnica di esecuzione e il sapiente uso dei colori ad affresco. Poiché lo spessore dell’intonaco dipinto era assai esiguo, risultava in moltissimi punti distaccato pericolosamente e disgregato in superficie dagli agenti atmosferici.

Gli ultimi restauri risalivano al 1961 (anno della grande mostra sul Mantegna) e al 1985. Alcune zone risultavano essere rimaste esposte all’aperto ed aver ricevuto, inoltre, un intervento conservativo antico (una vernice scura, presente su molti altri monumenti e dipinti all’aperto, databile tra la fine del 1700 e tutto il 1800). Altre zone, molto probabilmente coperte da intonaci, non presentavano questo strato “protettivo”, poiché probabilmente venute alla luce nel corso dell’importante restauro degli anni ’30.

Gli affreschi sono stati consolidati, puliti dagli strati sovrammessi e dai depositi carbonatati, quindi sono state rinnovate tutte le vecchie stuccature effettuate nel corso dei precedenti restauri.

Tecnica esecutiva

Ciò che l’intervento ha permesso è stato l’attento studio della tecnica di esecuzione e l’analogia materica con altre opere, al Maestro e alla sua bottega attribuite. Un dato inconsueto, per la grande maestria di esecuzione, risulta essere l’intonaco, costituito da due strati molto sottili, quasi a voler “risparmiare” materiale. Ma l’esecuzione, fatta per piccole “giornate” (porzioni di lavoro), l’attenzione per i particolari, la raffinatezza delle decorazioni e della cromia, rimandano senz’altro alla grande regia del Maestro. Questi piccoli brani recuperati testimoniano, ancora una volta, la ricchezza cromatica e non solo architettonica dell’edificio che fu la sua dimora.

I MISTERI DIPINTI ESCONO DAL CILINDRO

La Gazzetta di Mantova — 19 febbraio 2006 pagina 37

Sezione: CULTURA E SPETTACOLI

E lo chiamano cortile. Quello della Casa di Andrea Mantegna è una “cosa” più complicata: un concetto materializzato. Un’idea fatta di pietre. Gianfranco Ferlisi – che con Daniela Sogliani è fra i primi collaboratori di Rodolfo Signorini nell’organizzazione della mostra che sarà inaugurata sabato – ci sussurra il nome vero del cortile, “tetracordo di Filolào”. Cerchiamo di tradurre: Mantegna edificando la Casa e abitandola dal 1476 al 1502 vive dentro i suoi concetti e nelle idee dell’umanesimo. … “La Gazzetta di mantova”

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