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Casa di Giulio Romano

La restauratrice individua un nesso con Raffaello
Nella casa di Giulio
‘Soggiorno’ ricostruito al computer

“La Gazzetta di Mantova”, mercoledì 24 febbraio 1999.
Sezione: ARTE

Mantova e Roma, analogie fra Giulio e Raffaello. Dalla ricostruzione virtuale della decorazione ad affresco del salone al piano nobile della Casa di Giulio Romano in via Poma a Mantova, effettuata al computer dalla restauratrice Maria Giovanna Romano, è emersa infatti un’analogia sorprendente con le architetture di palazzo Branconio a Roma da due disegni di mano giuliesca su progetto di Raffaello. Lo storico edificio della capitale venne distrutto nel 1661 per far posto al colonnato berniniano tuttavia, grazie ai disegni, conservati a Firenze, è stato possibile leggere le linee architettoniche. Attualmente è stata restaurata solo la parete ovest con l’immagine di Giove in una nicchia.
«Il sistema delle cornici, le aperture, le lesene e le colonne dipinte in quella sola parete restaurata nell’88 è davvero molto simile a quello di palazzo Branconio a Roma attribuito a Raffaello ma, almeno dai disegni, realizzato da Giulio a Roma fra il 1519 e il 1520 – ha detto Maria Giovanna Romano -. Purtroppo non possiamo procedere con i lavori sulle altre pareti perchè nel 1939 le decorazioni cinquecentesche vennero protette con un film di vernici gialle oleose e, su una pellicola di stucco, vennero ridisegnate altre finte architetture prospettiche. Essendo ormai storicizzate anche quelle, la Soprintendenza per i Beni architettonici e ambientali di Brescia non ha concesso che venissero riportate alla luce le parti più antiche perché si andrebbero a distruggere quelle novecentesche ormai parte del palinsesto pittorico di quell’edificio». La prosecuzione dei lavori, eseguita oltre dieci anni fa sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni artistici e storici di Mantova, consentirebbe però un’altra importante verifica. «La casa di Giulio è stata rimaneggiata nel Settecento da Paolo Pozzo che vi ha aggiunto due campate e poi anche nel corso dell’Ottocento – ha spiegato la restauratrice -. Con il recupero totale delle antiche decorazioni pittoriche si riuscirebbe anche a ricostruire con certezza la posizione delle porte e delle finestre originali così da poter approfondire lo studio in relazione a palazzo Branconio».
In occasione della mostra «Roma e lo stile classico di Raffaello 1515 – 1527» che si terrà alle Fruttiere di Palazzo Te dal 20 marzo al 30 aprile si terrà anche una piccola sezione espositiva in Palazzo Ducale dove si potranno ammirare le opere conservate a Mantova. In quella sede sarà mostrato anche questo studio.
Paola Cortese

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