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Pescherie di Levante

Nell’estremità orientale del macello si connettevano le pescherie, sopravvissute sia pur con evidenti segni di manipolazioni successive e di degrado. Esse sono costituite da due portici ad arcate, disposti parallelamente a cavaliere del Rio, ciascuno concluso da un piano attico; i pilastri di sostegno delle arcate sono composti da masselli di bugne rustiche, e pure a bugnato sono tutti i paramenti murari delle zone superiori. Per quest’opera ad uso pubblico, riservata al commercio ittico, Giulio Romano recupera ed elabora la tipologia delle bottega quattrocentesca con portico, di cui Mantova offriva numerosi esempi. Nelle pescherie egli intende ribadire il grado di funzionalità dei vecchi modelli, e nel contempo esperimenta in qual modo essi, con l’applicazione di segni linguistici aggiornati, possono assurgere a nuova dignità formale. Infine, la tipologia a portico gli consente, proprio in quanto radicata nella tradizione locale, di stabilire un rapporto armonico tra la fabbrica progettata ed il contesto della città preesistente: un rapporto che nelle pescherie, in virtù delle arcate schiuse sul rio, si arricchisce di una ricercata componente scenografica. Il portico a bugne delle pescherie diventerà,m a sua volta, modello per l’architettura mantovana a venire, specie nei centri del contado…
Da Paolo Carpeggiani –Chiara Tellini Perina, “Giulio Romano a Mantova”, Editrice Sintesi, Mantova, 1987

VIA AL RESTAURO DELLE PESCHERIA. MA PER LA FACCIATA MANCANO I FONDI

“La Gazzetta di Mantova”, 16 gennaio 2009 pagina 13.
Sezione: CRONACA

É, nelle parole dell’assessore ai lavori pubblici Luciano Battù, ‘un cantierino’ quello che apre oggi alla Pescheria di Levante. Anche se, nei progetti dell’amministrazione, potrebbe essere solo il primo passo verso un più ampio intervento di recupero dell’intera opera di Giulio Romano. Lo staff diretto sul campo da Maria Giovanna Romano sarà … “La Gazzetta di mantova”

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